
Da Verona a Reggio Emilia passando per Milano una nuova presa di parola per la liberazione, dallo sfruttamento, dal lavoro nero, dalla negazione dei diritti prende forma: i protagonisti di questo processo sono i migranti sfruttati nelle cooperative del sub-appalto, quelli impiegati nel lavoro nero dei cantieri, in quello di cura nelle case, quelli costretti a subire le discriminazioni nell’accesso alla casa, quelli esclusi dal decreto flussi, irregolari non per scelta ma perché una legge ingiusta consegna loro questa posizione subordinata nella società.
"Facciamo il nostro dovere, vogliamo i nostri diritti. Sarà una giornata di indignazione" così Khaled attivista del Coordinamento migranti di Verona ci parla della manifestazione convocata per il 25 aprile in città.
Khaled che come tanti altri ormai vive e lavora in questa città da 10 anni, ci ricorda che non si può più parlare di immigrati, ma di cittadini che danno il proprio contributo alla società.
Questi sono i padri dei nostri alunni.
L'aumento degli alunni non italiani procede al ritmo del 20-25 per cento all'anno. Di questo passo nel 2011 il tetto del milione sarà superato. E' quanto si legge su una recente pubblicazione del ministero della Pubblica Istruzione. Il rapporto mette in evidenza che, se nel 2005-2006 gli alunni stranieri erano 425mila, nel 2006-2007 superavano le 500mila unità (501.445 unità) e nel 2007-2008 dovrebbero essere circa 570 mila, cioè il 6,4% (uno straniero ogni 16 alunni). Negli ultimi anni - fa notare La Tecnica della scuola riferendosi ai dati ministeriali - si è registrato un aumento costante del 20-25% rispetto a ogni anno precedente: con questi ritmi il raddoppio (e quindi il superamento del "tetto" di un milione di alunni stranieri) rispetto al 2006 dovrebbe arrivare nel 2011.
Un altro dato interessante riguarda le nazionalità presenti: quella albanese è la più diffusa (78mila alunni, pari al 15,6 rispetto ai 500mila stranieri); subito dopo si collocano i rumeni (68.600, pari al 13,7%), marocchini (68mila, il 13,6%), i Cinesi (24.000, quasi il 5%), i montenegrini e gli ecuadoregni (16mila in entrambi i casi, il 3,2%).
Oggi questi ragazzi sentono parlare dei loro padri come di delinquenti, di persone pericolose. Di loro si dà un’immagine sempre negativa e così sentono anche i loro compagni di scuola.
Che convivenza stiamo preparando? Volenti o no saranno sempre di più tra di noi.
E’ irresponsabile una politica che alimenta la paura per prendere voti. La campagna elettorale a Roma la dice lunga…
Ricordiamoci che qualsiaisi parola detta ad alta voce risuona nelle orecchie dei bambini…
Eppure a morire davvero sono proprio loro, gli immigrati, di cui non si parla quasi mai…
Accade da vent'anni lungo i confini dell'Europa. Sono soprattutto naufragi, ma non mancano incidenti stradali, morti di stenti nel deserto come tra le nevi dei valichi montuosi, piuttosto che uccisi da un'esplosione negli ultimi campi minati in Grecia, dagli spari dell'esercito turco o dalle violenze della polizia in Libia. Fortress Europe ci fornisce una rassegna stampa che dal 1988 ad oggi fa memoria delle vittime della frontiera: 11.980 morti documentate, tra cui si contano 4.232 dispersi.
Il 25 aprile deve essere un momento di riflessione sulla società di oggi e non solo una rievocazione del passato.
Parliamo allora di Diritti!!!
<<...il riconoscimento della dignità specifica e dei diritti uguali e inalienabili di tutti i membri della famiglia umana è la base di libertà, giustizia e pace nel Mondo >>
(Preambolo alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 1948)
Mi commuove pensare che nel mondo tanta gente, e specialmente tanti bambini, non hanno riconosciuto nessun diritto da nessuno.
Quanti bambini non hanno diritto nemmeno di mangiare ( in Bangladesh, in Darfur, in Congo, in Etiopia, in Cina, in India, ad Haiti).
Quanti bambini non hanno diritto all’abbraccio della loro mamma ( nei paesi in guerra con migliaia di morti civili)
Quanti bambini non hanno diritto nemmeno di riposare dopo una dura giornata di lavoro nelle miniere o in altri terribili posti e con terribili padroni (in Perù, in Brasile o in India)
Quanti bambini non hanno diritto all’infanzia perché costretti a soddisfare gli appetiti sessuali di ricchi turisti e uomini d’affari. ( in Brasile, in Thailandia, nelle Filippine, in India, in Vietnam, in Pakistan)
Quanti bambini non hanno diritto alla vita perché muoiono manipolando pesticidi nelle piantagioni? ( in America centrale, in Bangladesh, in Nepal, in India).
Quanti bambini non hanno diritto di avere nemmeno una pelle senza bruciature perché lavorano nelle concerie tra i veleni ( in Egitto, in India, in Brasile, nel Sud-Est asiatico).
Quanti bambini non hanno diritto a vivere vicino alla loro famiglia perché devono andare a lavorare in piccole fabbriche lontane dove si producono scarpe e borse e vestiti per le grandi multinazionali occidentali, tra cui Nike e Adidas ( in Cina, in Thailandia, in Indonesia, in India).
Quanti bambini non hanno diritto di giocare con i giocattoli che costruiscono nelle fabbriche per la Mattel o per la Chicco ( in Cina, in Thailandia, in Indonesia)
Un milione di bambini nel mondo passano le loro giornate a tessere con le loro manine i costosi tappeti che i ricchi mettono nelle loro case ( in Pakistan, in India, in Nepal).
Milioni di bambini dai 6 anni in su fanno i servitori nelle case dei ricchi, anche di diplomatici europei, ripagati soltanto con un po’ di cibo.( ad Haiti, e in Pakistan su 20 milioni di adulti 8 milioni di bambini sono stati venduti come schiavi per risarcire debiti).
80 milioni di bambini nel mondo lavorano per strada e 12.000 bambini a Manila scalano ogni giorno la Montagna Fumante ( di spazzatura) per trovare qualcosa da utilizzare in qualche modo per sopravvivere.
Mi chiedo quali Diritti vada cercando la maggior parte di noi chiusi nelle nostre case dopo una calda cena e comodamente seduti sul divano a guardare la televisione.
Abbiamo tutti il "dovere" di dire queste cose ai nostri figli cercando di far capire loro quanto sono fortunati ad avere tanti "diritti" per essere nati Qui e non Lì….
Scritto dalla nostra amica Carmela
Dice il Dell'Utri, dopo aver esaltato come eroi esponenti mafiosi
che i libri di storia in Italia sono troppo democratici:
bisogna riscrivere la Resistenza...
Riscrivere la Resistenza? E va bè, riscriviamola:
Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza ResistenzaResistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza ResistenzaResistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza ResistenzaResistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza Resistenza...
Dal blog di Mirco
Continuando la discussione sul libro "caro Diario" di Pennac di cui abbiamo già parlato qua, ci piacerebbe discutere il commento di MircoMirco che ha scritto.
sembianze di illusi destini
transumanze di ieri futuri
in domani passati
dimentiche identità raccolte
in strade multicolori, in bestie
colte da ironici sorrisi
ritorno originario al mito
e patria e madre e padre
non hanno nome, non hanno confini
disperata realtà che infrange il vero
particelle stereotipate,
limiti sterilizzati, sedotti, abbandonati
putrescenti dimore di odi antichi
rovinano in macerie di pensieri,
di molteplici assenze portatori sani
Note:
Questo mio post nasce dal senso di amarezza e di frustazione per il profondo divario che c'è tra una scuola sana e una che non lo è, tra una società che si dice democratica ma che ha eletto il suo totem nel dio denaro, che tutto copre, tutto giustifica, tutto nobilita, ovvero "tu sei quello che hai, per cui datti da fare per accumulare di più alla faccia del mondo intero!"
E va bene lo so che in questo mondo da schifo sono i “diné” quelli che contano, sì lo so che il dio trino è perdente di fronte al dio quattrino, ma ciò non toglie che io possa dire:
“CHE SCHIFO!”
Qualche tempo fa ricevetti una mail da una mia alunna, ormai uscita dal liceo che in modo accorato mi scriveva
Buon giorno Prof.XX,
sono XXX una delle sue alunne della 5° A dell’anno 2005/2006, forse avrei dovuto pensarci prima a mandarle questa mail, ma sinceramente, con tutto quello che sta succedendo in questi giorni nell’ambito universitario (Medicina e Chirurgia) non ero dell’umore adatto. Non le sto scrivendo per lamentarmi di tale scandalo nè tanto meno dell’Italia in genere (ce ne sarebbero di situazioni di cui lamentarsi), ma solo per ringraziarla. Un ringraziamento di vero cuore.
Credo si ricordi la mia passione per la Medicina e l’ostinazione che avevo per entrare in questa facoltà..e invece per ben due anni mi sono state tagliate le ali..Ormai me ne sono fatta una ragione, ma con quello che si sente in giro, sinceramente provo solo rabbia!!Se per i test ho fatto dei buoni punteggi(non paragonabili ai “geni” di tutta Italia)lo devo soprattutto a lei…su 33 domande di cultura generale…solo grazie alle sue lezioni ,sia scolastiche sia di vita, ho risposto bene a 30 domande!!Mi sembrava doveroso renderla partecipe di questo mio risultato!!Spero tanto che molte altre persone riescano a cogliere ciò che di bello ci offre la vita…perchè sono dell’opinione che nulla viene per caso..e che di determinati incontri bisogna farne veramente tesoro!So benissimo che non mi sono mostrata mai al 100% durante gli anni scolastici, ma penso di essere in debito con lei per l’infinità di consigli che ha dato a me come a tutta la nostra classe, e, come credo, abbia dato a tutti durante tutta la sua carriera, per questo credo che, anche al di fuori dell’ambiente liceale la stima nei suoi confronti cresca sempre di più. Ho sempre continuato a leggere, con interesse, il suo blog (preciso che i miei studenti non conoscono questo blog, ma frequentano, quando ne hanno voglia, uno dei miei due blog didattici), e anche per questo devo farle i miei complimenti!!Ringraziandola nuovamente le auguro un buon anno scolastico, sperando che almeno al liceo si riesca ad avere giustizia , e se questa si ottiene è solo grazie alla caparbietà di professori come lei, pieni di voglia di insegnare a VIVERE ai ragazzi. GRAZIE!!!
Non riporto il contenuto di questa mail per mettere in evidenza ciò che ha scritto su di me, ma per mostrare la delusione (che è soprattutto la mia delusione di insegnante) di chi, dopo aver fatto propri gli insegnamenti per un corretto rapporto con la società (no a raccomandazioni, sempre l’impegno personale, lo studio, il rispetto della legalità, il concepire lo Stato e le Istituzioni come la garanzia del nostro essere cittadini ossequiosi solo della sovranità delle leggi) si trova ad essere bellamente messo da parte da intrecci e affarucci meschini e poco puliti.
Oggi leggo:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200804articoli/31571girata.asp
Miserabili!
Per denaro non si possono uccidere i sogni e gli ideali dei giovani!
E soprattutto non possono farlo quelli che per compito istituzionale dovrebbero far crescere le potenzialità e le speranze dei giovani!
Che esistesse la musicoterapia mi era noto, ma non avevo mai pensato di approfondire l'argomento finchè non mi sono imbattuta personalmente in questa importante realtà di recupero.
In poche parole, la musica è utilizzata sia come fattore formativo che come mezzo di intervento nel disagio sociale grazie all'interazione attiva, basata cioè sull'uso degli strumenti musicali, dai più semplici ai più complessi.
Il modello di riferimento è quello della FEDIM e considera la musica uno strumento metalinguistico capace di favorire l'uso delle diverse modalità affettive dell'espressione come fattori della comunicazione per cui la relazione musicale diventa espressione dei comportamenti sociali.
Stabilita una relazione per mezzo dell'ascolto e del reciproco affidamento, il musicoterapista lavora per ottenere la libera comunicazione dei sentimenti e perciò il rafforzamento della fiducia personale.
Se pensiamo quanti problemi creino a tutti noi la competizione e la costante richiesta di un profitto, in qualunque termine ci venga posta, è facile immaginare l'effetto su coloro i quali non possono adattarsi e produrre un adeguato comportamento. Nascono così conflitti difficili da sciogliere e uno stato di malessere profondo che si esprimono nei modi più diversi e problematici e determinano un drastico abbassamento della qualità della vita personale e sociale, con conseguente emarginazione di tali persone, sotto ogni punto di vista.
In tali situazioni l'intervento del musicoterapeuta è tutto volto ad aiutare le persone in disagio a manifestare le proprie qualità intellettuali, artistiche, culturali e a potenziare le proprie competenze sociali.
In tal modo la musica abbandona le proprie le strutture linguistiche e diventa appunto strumento metalinguistico per esprimere affettività e immaginazione, diversi da una persona all'altra.
Postato da Annarita