Dopo un episodio spiacevole capitato in classe, invitati a riflettere su come rendere possibili dei rapporti più veri nell’ambiente scolastico, un allievo di prima media scrive: “Il mio percorso scolastico è stato piuttosto travagliato. Quando avevo tre anni i miei genitori mi hanno tolto da una classe dell’asilo in seguito a una caduta da uno scivolo spinto da un compagno senza la vigilanza di nessuna maestra. Di questo incidente porto ancora una brutta cicatrice sulla fronte e la cosa mi ha spesso fatto riflettere sulla scarsa attenzione e poco senso di responsabilità di certi insegnanti ma anche sulla superficialità dei bambini che non pensano alle conseguenze di certi loro gesti. Tanti altri episodi sono capitati negli anni successivi e l’episodio di oggi mi ha ricordato la mia infanzia. Un mio compagno è stato preso di mira per essersi vantato troppo delle sue possibilità finanziarie e delle sue proprietà; una mia compagna ha scritto per scherzo alla lavagna che lui soffriva di allergia al gesso e invitava tutti a riempire il suo banco di polvere di gesso; un’altra mia compagna non sapendo che l’allergia fosse vera (così ha poi detto) ha davvero riempito il banco di gesso, provocandogli una crisi di asma e molto spavento. Naturalmente si è presa una nota. Io penso che anche lui avrebbe dovuto essere rimproverato con fermezza dagli insegnanti perché, se la scuola è davvero un luogo dove ci confrontiamo con gli altri, non vedo perché bisogna sopportare tutte le mattine le provocazioni di un compagno superbo. Per fortuna un’insegnante glielo ha fatto notare e ha discusso con noi la cosa, ma temo che lui continuerà a vantarsi….Credo che bisogna cercare un rapporto più vero con le persone che ci circondano perché la maggior parte delle persone che conosco si nasconde dietro una maschera e non è spontanea…”
Alla domanda : perché deve vantarsi con i compagni, l’allievo incriminato è rimasto muto e ha chiesto del tempo per pensarci. Nei giorni successivi i compagni chiedevano continuamente se ci aveva pensato e quale fosse la sua risposta. Finalmente una mattina arriva dicendo: ho la risposta: “volevo sentirmi importante davanti ai compagni, ma non so perché”.
Quante occasioni di farli crescere perdiamo perché loro non si fidano di noi e non ci raccontano quello che succede tra loro!
scritto da Costanza
