L'isola sconosciuta

"Una risposta è il tratto di strada che ti sei lasciato alle spalle. Solo una domanda può puntare oltre". J.Gaarder - C'è nessuno?
mercoledì, 07 maggio 2008

Corso di aggiornamento

Ho partecipato ad un’intensa giornata d’aggiornamento sulla didattica della storia, inserita all’interno di un convegno dedicato ad una bella figura di intellettuale del nostro sud che lavorava al nord, Nenè Criscione. Non lo conoscevo, è morto nell’età della maturità, per cui non ho più la possibilità di conoscerlo se non per ciò che ha fatto e costruito con la sua passione, il suo spendersi per l’insegnamento e la ricerca.

Si era formato intellettualmente negli anni pieni di speranze per un cambiamento prossimo venturo, anni che che non hanno visto un domani e a parlare di lui sono stati i suoi amici, professori universitari e non, che ne hanno tracciato il profilo tutto insito all’interno della passione per la storia, tra ricerca ed impegno intellettuale e politico: una bella persona. Ho sentito relazioni interessantissime sul movimento locale degli studenti e degli operai, sugli anni della tensione e i riflessi neppure tanto periferici di quei momenti nella nostra realtà. Ho ascoltato una splendida relazione della professoressa Aurora del Monaco su “Insegnare storia” e dotti studiosi, tra cui Serge Noiret dell’Istituto Europeo di Firenze, parlare della storia in rete o di laboratori di storia; è intervenuta una relatrice che ha illustrato l’interesse e la passione di Nenè Criscione sulla tematica della mafia, ed in particolare sul tema “mafia e web” che è assai ricco ed articolato. E’ stata una bellissima e proficua giornata.

Qualche appunto che voglio condividere con chi mi legge:

Si può essere attenti alla politica possibile solo attraverso la trasmissione delle conoscenze storiche. La conoscenza del passato deve permetterci di cogliere la dimensione del presente e non essere finalizzata ad arricchirci di erudizioni. Non consentire che le ali della storia siano mozzate dal clima sociale (e questo, a mio avviso, può essere una risposta a chi si prefigge di riscrivere la storia a fini politici). L’insegnamento della storia (ma direi l’insegnamento di qualsiasi disciplina) è un campo con specifiche competenze. L’insegnante deve essere  ricercatore, protagonista della sua ricerca e non un semplice portatore d’acqua, e da ricercatore deve creare una rete di rapporti, una comunità virtuale (che non significa solo comunità inserita in una rete multimediale, ma comunità che abbia al suo interno una forza) che si dia delle possibilità. Il problema della didattica deve prendere in considerazione la “matetica”, ossia sull’arte, sulla capacità di far apprendere attraverso una comunicazione che abbia una sua logica. L’impegno che richiediamo agli studenti deve nascere dal rigore dell’approccio, un rigore frutto di ricerca passionale ed appassionata (ma se noi per primi non abbiamo passione per quanto proponiamo…). La “buona scuola” è un “locus” etico (e non è il programma che fa una buona scuola, ma l’eticità che vi si respira). L’insegnamento tout court, e l’insegnamento di storia in particolare, deve seguire delle linee guida che possono essere individuate in questa direzione: 1) conoscere coloro con cui operi (i giovani, perchè protagonisti del nostro lavoro e da essi il nostro lavoro non può prescindere), 2) parlare di argomenti socialmente ed eticamente rilevanti (se la nostra contemporaneità sembra aver perso la lanterna con cui far luce davanti a sè è un problema di cui la scuola deve farsi carico), 3) interrogarsi sugli altri agenti concorrenti (non possiamo lavorare come san Giovanni nel deserto, siamo in relazione con gli altri, ognuno di noi è portatore di “talenti” e se mettiamo insieme i nostri “talenti” potremo arricchire il nostro lavoro, noi stessi e il nostro contesto), 4) dobbiamo sperimentare nuove forme di comunicazione dell’insegnamento.

Mi farebbe piacere sapere cosa ne pensiate.

postato da ICareancora alle ore 17:09 | link | commenti (13)
categorie: riflettere sulla storia, noterelle di didattica

Commenti
#1    07 Maggio 2008 - 17:17
 
4 punti condivisibili (il primo ed il secondo mi sembrano scontati peraltro)

Il difficile è trovare docenti stimolati a farlo e studenti ricettivi in tal senso

Ma ci si deve provare
Daniele il Rockpoeta
utente anonimo

#2    07 Maggio 2008 - 18:32
 
mi intendo ben poco di insegnamento, ma so una cosa il amntenimento della memoria è vitale, per conoscere le nostre radici e per non rifare sempre gli stessi errori...
chicca
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente chiccama

#3    07 Maggio 2008 - 19:31
 
Eccellente post, post di riflessione.
Nulla da aggiungere, semplicemente quella d' incoraggiare i giovani verso la ricerca storica, ricerca intesa come conoscenza del passato per capire il presente, conoscenza intesa non come critica, ma come spunto di riflessione, di esame, di analisi.
Il nostro difetto è - anche, ma non solo - che manchiamo di coscienza storica.

Rino, contento di leggerti.
utente anonimo

#4    07 Maggio 2008 - 19:48
 
saper afferrare, attrarre la curiosità dei giovani..adeguarsi prima di tutto ai modi, ai mezzi. Il consumismo lo ha già intuito e sa prenderli. La scuola NO.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente luciorai

#5    08 Maggio 2008 - 09:33
 
Credo che la storia sia una disciplina da mettere al centro dell'insegnamento e non ai margini, come succede ancora; conosco classi di quinta superiore che ,nel mese di maggio, sono alla fine della prima guerra mondiale. Questi giovani non sapranno nulla sulla maggior parte del novecento se non le reminiscenze delle medie. Sono d'accordo che bisogna trovare nuovi modi per comunicare e trovo che le testimonianze siano molto efficaci. Alcune classi della mia scuola hanno avuto la fortuna di incontrare alcuni partigiani e sono rimasti ad ascoltare in silenzio perfetto per diverse ore; cosa molto più difficile da ottenere inclasse lavorando solo sui libri. Costanza
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Isola08

#6    08 Maggio 2008 - 10:22
 
Il mio è un commento da mamma di una ragazza che frequenta la 3^ liceo.

Innanzitutto credo che si debba rendere l'insegnamento della storia MENO ASTRATTO, ma, come è stato detto nel post e nei commenti, più coinvolgente.

Studiare date ed avvenimenti senza un PERCHE' non comporta nessun interesse nei ragazzi, nemmeno in quello che, normalmente, studiano con interesse.

In seconda liceo mia figlia ha avuto un'insegnante che ha saputo trasmettere ai ragazzi non una lista cronologica degli avvenimenti, ma ha condiviso con loro la passione per questa materia.

Credo che il commento sia emblematico: "Mamma, che brava che è la T. Pensa che, quando parla lei, stiamo tutti attenti, perchè lei ti fa capire il motivo per cui sono accadute certe cose. Non come la X. che voleva sapere solo 4 scemenze che poi mi dimenticavo subito".

Zia Elena






Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ZiaElena

#7    08 Maggio 2008 - 15:58
 
@zia Elena, appunto!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ICareancora

#8    09 Maggio 2008 - 08:45
 
@ ICareancora

Sì, ICare, ho scritto il commento proprio per confermare, da mamma UTENTE, la tua tesi.

Buon fine settimana.

Elena (zia)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ZiaElena

#9    09 Maggio 2008 - 12:02
 
Da mamma utente sono perfettamente d'accordo con Zia Elena. Cio' vale per tutte le materie ma penso che per storia sia ancora piu' importante perche' putroppo studiare poco e male la storia influisce sullo scarso senso civico dei nostri giovani.

Concordo anche sul fatto che del novecento si finisce per non sapere nulla (nemmeno alle medie Costanza!).

Infine vorrei capire che caos sta succedendo sui programmi di storia delle medie. Dopo lo sconvolgimento della riforma Moratti non si capisce piu' da dove si comincia in prima media. Mio figlio e' ripartito dagli uomini primitivi (ai quali aveva dedicato tutta la terza elementare!), altri dall'antica Grecia, altri dai Romani. E comunque tutti devono arrivare al 1300. Vi potete immaginare con che superficialita'!
Artemisia
utente anonimo

#10    09 Maggio 2008 - 17:47
 
Condivido pienamente
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente FronEsis82

#11    10 Maggio 2008 - 18:44
 
"La conoscenza del passato deve permetterci di cogliere la dimensione del presente e non essere finalizzata ad arricchirci di erudizioni". partirei di qui... L'insegnamento della storia e non solo non può essere solo erudizione... Ci deve essere un atteggiamento etico che non consiste solo nello svolgere tutto il programma e per svolgerlo correre, correre senza che nessuno o pochi abbiano capito qualcosa.
Ma per prima cosa dobbiamo trasmettere entusiasmo, far lezione non ex-catedra ma dialogando, discutendo, e prendendo sul serio ciò che i ragazzi dicono, non nel senso che bisogna dar loro ragione, ma nel senso che bisogna aiutarli a procedere nei loro ragionamenti partendo da ciò che pensano, aiutandoli allo spirito critico e autocritico...
Sono comunque assolutamente d'accordo con tutto quello che ha detto I-Care. Giulia
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente giuba47

#12    14 Maggio 2008 - 08:09
 
D'accordo sui quattro punti. Ma non li mettiamo in pratica già adesso? il problema non è tanto pensare di mettere in atto queste "strategie" quanto condividerle e non sentirsi isolati e diversi se lo si fa ( perchè la realtà in molti casi è questa). saluti frettolosi
utente anonimo

#13    26 Maggio 2008 - 20:42
 
A volte, quando faccio visite guidate, le persone che accompagno alla scoperta dei reperti, mi dicono: "Come si vede che lei ha la passione per la storia e l'archeologia".
Secondo me la chave di lettura dei 4 punti è proprio questa: la passione!
Se l'insegnante ama la storia, la conosce (non nel senso "informatico" del termine: input Traiano, risultato 98-117, ma conoscere e, scusate la caduta di tono, digerire coi propri succhi gastrici l'essenza dela storia, la sua importanz per l'uomo contemporaneo, quasi una sorta di fratellanza che accomuna gli esseri umani di ogni periodo storico), tutto il resto può non essere una conseguenza, ma venire fuori decisamente in modo piu' agevole. Tanto puì che oggi esistono sempre nuovi modi per coinvolgere i ragazzi nello studio della storia (possibilmente da quando sono piccolini, prima che "Amici", tronisti & C. abbiano avuto agio e modo di far danni cerebrali irreparabili), come lezioni particolari, l'uso dell'informatica e le aule didattiche dei musei (oops, scusate: ho tirato l'acqua verso la pala del mio mulino...).
Ad ogni modo: post decisamente molto interessante e stimolante!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente HistoriaVbc

Commenti

Chi sono

Utente: Isola08
Nome: Isola08
Emilia, Maria, Costanza, Claudia, Chicca, ICare, Zorba, Anna Rita e chi vorrà aggiungersi

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Commenti recenti

luciorai in Mala tempora currunt

Archivio

oggi
--- 2008 ---
--- 2007 ---

Links

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading*volte