Come è possibile che esplodano improvvisamente così tanti episodi di razzismo? Da dove viene tanta intolleranza?
Cosa provano e cosa pensano i nostri ragazzi a vivere in un clima così sospettoso e pieno di paure?
Chi ieri era tranquillo si sente insicuro per la semplice presenza di stranieri, qualunque sia la loro provenienza.
Nessuno di noi può considerarsi esente da questo clima che si è intrufolato piano piano quasi in silenzio nella nostra società. E i ragazzi sono ancor meno protetti anzi se devono prendersela con qualcuno è facile che questo qualcuno diventi uno straniero, anche se loro compagno e anche se non ha fatto niente, neanche reagito.
Quando si fanno delle vere e proprie campagne di “caccia alle streghe” anzi “al criminale” non ci si rende conto che quasi si legittimano certi comportamenti intolleranti .
Il razzismo è sempre lì alle porte, basta nulla per farlo esplodere e per dare luogo ad atti di violenza del tutto irrazionali anche fra i bambini. E’ possibile diventare razzisti “tutto dipende dall’educazione che avrai ricevuto – dice T. B. Jelloun - Tanto vale saperlo e impedirsi di esserlo, ovverosia, accettare l’idea di essere anche noi capaci, un giorno, di avere sentimenti e comportamenti di rigetto nei confronti di qualcuno che non ci ha fatto niente, ma è differente da noi”. Credo che la sfida per una buona convivenza, per una società basata sul rispetto, comincia proprio nella scuola, come luogo privilegiato in cui conoscersi, apprezzarsi, cimentarsi con le difficoltà, superare la diffidenza nei confronti della diversità.
"Quando tornerai a scuola guarda bene i tuoi compagni e noterai che sono tutti diversi tra loro, e questa differenza è una bella cosa. E' una buona occasione per l'umanità. Quegli scolari vengono da orizzonti diversi, sono capaci di darti cose che non hai, come tu puoi dar loro qualcosa che non conoscono"
(da Tahar Ben Jelloun, Il razzismo spiegato a mia figlia, Bompiani, Milano 1998).
scritto da Costanza
