E' solo di qualche giorno fa il responso dell'OCSE che ha dichiarato che i nostri studenti sono "asini". In effetti dai dati oggettivi risulta che i nostri quindicenni non sanno rispondere a domande su argomenti relativi alle materie scientifiche (matematica e scienze, in primis), ma non se la cavano bene neppure nella conoscenza delle lingue, neppure con la propria (ed, in vero, sembriamo un popolo affetto da "congiuntivite" visto come conosciamo assai poco il modo congiuntivo). E solo ieri i media locali ci informavano sul fatto che la situazione nella mia regione, la Sicilia, è ancor più disperante: i nostri studenti hanno dato risposte assai deludenti.
Oggi leggo sul Corriere http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_04/professori_studenti_scienze_54e767ac-ba99-11dc-9246-0003ba99c667.shtml
Il problema dunque sta a monte.
Sono un'insegnante e condivido!
Non si può pensare di uscire dall'università e campare di rendita, è assurdo pensare "qualcuno mi ha fatto deventare dottore e lo sarò per tutta la vita". La laurea, se può avere un valore, sta ad indicare l'inizio d'una vita di studio! La conoscenza è in divenire non si può pensare di possederla una volta per tutte!
Va bene, ma "non è mai troppo tardi"!
Cominciamo! Facciamo far carriera al personale docente: supponiamo di istituzionalizzare una serie di esami che accompagnino la carriera didattica, un esame ogni 5 anni, esami che farebbero ascendere in un ipotetico corsus honorum il personale docente, con conseguente incremento retributivo, esame fatto alla maniera dei test OCSE, e contemporaneamente proponiamo corsi di didattica, corsi di aggiornamento "obbligatori" sulla comunicazione.
Forse i giovani studenti riacquisteranno il piacere di ascoltare e di imparare se avranno fiducia nei loro docenti!
Sinceramente vorremmo che questo blog abbia un respiro più ampio. Non abbiamo la pretesa di cambiare leggi, di proporne. Vorremmo dare agli argomenti che affrontiamo un respiro ampio che non rincorra sempre le emergenze a cui tanto siamo consapevoli non possiamo dare soluzioni. Ma accettiamo la proposta che ci è arrivata da alcuni che ci hanno scritto e altri commentato nel post: parlare degli esami a settembre. E per farlo inseriremo un post di Lavinia che già ha molto collaborato per noi e ch ha quella dote rara di dare ai problemi la concretezza della vita quotidiana. Aspettiamo i vostri commenti e vi preghiamo di accogliere la nostra proprosta: non cerchiamo semplificazioni, ma riflettiamo senza rincorrere i sì o i no, ma cercando cosa c'è sotto ogni decisone, quale logica, quali conseguenze. GrazieC’è agitazione nelle scuole. Gli studenti di licei e istituti tecnici occupano, fanno assemblee e si preparano allo sciopero.
Il motivo scatenante pare essere la reintroduzione degli esami di riparazione a settembre.
A me sembrava una gran bella cosa.
Questa storia di debiti e crediti formativi non mi ha mai convinta, anche se è dal 1994 che c’è.
Quest’anno poi, che ho avuto l’esperienza del “debito”in famiglia, devo dire che ho pregato tutto settembre per il ritorno degli esami di riparazione.
Sì perché… mettiamo il caso di mio figlio. Debito in matematica.
Si studia “tutta estate” per presentarsi il 3 settembre al liceo. Uno pensa “va là e salda il debito”. No.
Uno va là e consegna all’insegnante di matematica, che forse non c’è e allora si consegnano ad un’altra, i compiti fatti durante l’estate. Poi il 1° ottobre, al pomeriggio, in tutta la scuola c’è il primo compito di recupero del debito di matematica. Se non va bene ce ne saranno degli altri. E se non vanno mai bene non sei ammesso all’esame di maturità.
Così mio figlio, che pensava il 3 settembre di far festa e che ha vissuto l’ultima settimana di agosto con una discreta agitazione, si è ritrovato agitato e con studio intensivo di matematica fino al primo ottobre, senza nessun intermezzo di vacanza.
Quindi ben vengano gli esami di riparazione a settembre, almeno ti togli il pensiero e puoi ricominciare l’anno scolastico con un certo interesse per i nuovi programmi.
C’è da dire che gli altri anni, da quanto ho capito, capitava che tu già ai primi di settembre riuscivi a saldare il tuo debito, senza fare queste prove a ottobre.
E c’è da dire poi che gli altri anni se non saldavi il debito eri ammesso comunque all’esame di maturità.
Qualcuno si lamenta dicendo che sono solo i professori, che vogliono poter arrotondare tutta l’estate facendo lezioni private, gli unici felici di questa reintroduzione.
Ma questo non è vero, adesso i genitori mandano i loro figli a lezione privata tutto l’anno, al primo segno di cedimento. Quindi c’è già un bel giro d’affari dietro (un’ora di lezione privata dalle 20 alle 30 euro, in nero ovviamente). Io ho la fortuna di avere una serie di cari parenti esperti in varie materie, ma se avessi dovuto mandare mio figlio a lezione quest’estate non sarei potuta andare in vacanza.
Tornare agli esami di riparazione mi sembra comunque meglio che lasciare questa storia di debiti.
Però questi ragazzi un po’ hanno ragione a protestare.
Si parla sempre di riforme della scuola e ogni ministro che arriva fa qualche variante, cambia di qua, torna indietro di là e ai ragazzi nessuno pensa.
Si iscrivono ad una scuola che funziona in un modo, poi, da un anno all’altro cambiano le regole e si sa solo ripristinare.
Nella stessa scuola mio figlio in prima gira con questi ridicoli libretti chiamati “portfolio”, e il fratello in terza neppure sa cosa sono; quelli che sono in quinta sono ammessi alla maturità anche con i debiti e quelli che sono in quarta invece dovranno saldarli; quelli che sono alle elementari, anzi, scuola primaria, scusate, studieranno meglio le tabelline e quelli che hanno tre anni di più non le hanno studiate….
Poveri ragazzi, nessuno si mette nei loro panni.
Adesso c’è un bell’articolo su repubblica.